Nicksoft on agosto 29th, 2008

Dopo aver sentito dello strepitoso Usain Bolt, tripletta di ori e di record del mondo alle Olimpiadi di Pechino 2008, sono andato a curiosare nella pagina di Wikipedia dedicata a lui dove 12 persone si erano già prodigate di aggiungere l’aggiornamento odierno ovvero la vittoria della staffetta 4×100.

Nella cronologia dei vari utenti (registrati e non, come Wikipedia consente) ho trovato uno simpaticone che ha tentato di modificare la pagina così (guardate la scritta in rosso) :

Beh caro 87.6.178.100, il tuo intervento intelligente è durato 7 minuti, spero tu ti sia divertito! Questo inconveniente mi ha dato la voglia di approfondire un po’ l’argomento dei “vandali di Wikipedia”, e ho trovato su Megalab.it l’articolo Wikipedia e lo scandalo delle modifiche eccellenti, vi consiglio di leggerlo, intanto ve ne riporto una parte :

Il caso riporta poi in auge il mai domo discorso dell’affidabilità di Wikipedia, dell’attendibilità di un sistema di conoscenza così esposto ai quattro venti degli umori di rete, dei troll, degli imbecilli e dei professionisti della censura economicamente interessati a plasmare a proprio piacimento i fatti e le informazioni reali. L’enciclopedia telematica, contenente quasi 8 milioni di articoli in 253 lingue diverse, ha una storia relativamente recente che ne fissa la fondazione nel 2001 per opera di Jimmy Wales e Larry Sanger.

Nell’arco temporale di oltre 6 anni una delle risorse oggi più utilizzate dai netizen ha dovuto affrontare l’attacco di virus writer, sconosciuti e abili truffatori nascosti dietro i nomi di sedicenti esperti e svariati scandali, ultimo dei quali quello del vandalismo interessato scaturito dal portentoso strumenti di analisi creato da Virgil Griffith. Nonostante la continua tempesta, Wikipedia rimane comunque un punto di riferimento cruciale per i professionisti e gli utenti della Rete, ganglio fondamentale dell’intera società dell’informazione presente in maniera oramai indelebile nella vita di chiunque in ogni parte del mondo.

Merito, certamente, di una community attiva che si occupa di supervisionare le ingenti quantità di modifiche alle voci dell’enciclopedia (qui l’indirizzo di quella italiana), ma anche del fatto che, imbecilli e censori interessati a parte, tra il vasto bacino di utilizzatori passivi del portale esiste una parte considerevole di utenza interessata a migliorare e, laddove occorra, rettificare lo strumento di conoscenza, pienamente consapevole delle sue potenzialità oltre che dei rischi che essa corre ogni giorno per via degli imbecilli di cui sopra.

Wikipedia non è un semplice sito web ma un intero ecosistema di conoscenza, collaborativo per definizione, che richiede e merita il contributo di tutti affinché quello che va migliorato migliori e i vandali vengano neutralizzati non appena se ne individuino le tracce. Nella speranza che occasioni come quella offerta da Wikipedia Scanner mettano in luce l’importanza della partecipazione attiva piuttosto che i rischi di inaffidabilità cronica, sin troppo facili da accollare ad un progetto tanto “permissivo” e aperto come quello dello spazio enciclopedico più ambizioso del XXI secolo.

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